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Corso educatori a Imola

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Galeotta fu la crisi dello scorso anno, la sfiducia verso il Cielo che mi ha abitata per mesi, le lotte con un Padre che sembrava non mantenere le Sue promesse. E galeotto fu, poi, un lavoro estivo raccattato “per sbaglio” e una birra ad una sagra, tavola di condivisione di desideri con protagonisti i tanti adolescenti incontrati lungo la mia strada e quelli che nel cuore sono ancora senza volto ma di cui sento riecheggiare la sete. Assieme a me, Enrico, compagno di viaggio inaspettato ma direzionato, pure lui, verso lo stesso sogno alto. Una telefonata ci raggiunse, un invito a prenderci cura proprio di questi giovani uomini e donne, ancora in potenza, tutti da ri-scoprire. “Abbi cura di lui”. Il “si” di Maria ci ha guidati e come la Vergine, anche noi abbiamo balbettato il nostro “eccomi” senza sapere il “come” e al che cosa stavamo andando incontro! La strada si è dipanata velocemente. É arrivato un tempo favorevole a Imola per fermarci, formarci e per preparare il cuore ad accogliere i volti che il Padre, con somma fiducia!, ha pensato di consegnarci. Con noi anche altre realtà del nord Italia, per non farci sentire soli e per confermare, ancora una volta, una Chiesa in cammino. È stato come scartare un regalo, piano piano togliere la carta che lo avvolgeva. Ci ha accompagnati ad arare, bonificare, seminare, il nostro cuore all’incontro con questo percorso che per noi, sa tutto di novità e di sintesi “divina” delle tante esperienze già vissute nei nostri servizi pregressi e nel nostro lavoro. Un cammino che ha profumato di unità e unitarietà, il collante desiderato da tempo, in modo più o meno conscio e consapevole. Il cardine: la Parola, la cui testardaggine é tale da non smettere di bussare “senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l'ho mandata.” (Is 55,11). Le conseguenze sono certamente portatrici sane di vita su ogni parte di noi: corpo, anima, Spirito, affetti, relazioni, valori, bisogni, parole. “Gli orchi sono come le cipolle […] abbiamo gli strati” affermava il famoso orco verde, Shrek. É stato proprio così, un corso educatori che un abile Arciere ha pensato per far breccia proprio al centro di quella parte di noi che profuma di bellezza originale. Dal centro alla periferia. Di strato in strato, per illuminarme ogni aspetto, togliere quelli ammaccati, marci, sanarne altri e ridonarne lucentezza nuova. Per irradiazione, la potenza della bellezza di questa proposta, ma soprattutto delle tante Parole spezzate che la compongono, non può che manifestarsi e invadere e pervadere ogni strato più esterno. Ci é stato assicurato e noi ...ci fidiamo ciecamente! Una bellezza che pare essere solo sopita, nascosta e coperta dalle tante corazze e ferite della vita. Un nucleo intimo, vero e profondo per ridonare identità, forma, pensiero, sostanza, gesti ai nostri giovani adolescenti. La sfida: mostrar loro come il Padre, da tempo, stia correndo loro incontro desideroso di guardarli e amarli in modo sconfinato. Il corso è stato oasi, tempo e spazio per rifornirsi di strumenti per imparare ad amare, ad amarsi e a lasciarsi amare, per provare a far respirare Amore ai giovani che ci verranno affidati e per continuare a camminare come figli amati a nostra volta. Non vediamo l’ora di mettere le mani in pasta, di immergerci in questa avventura e di vivere nella certezza che Dio, dalle nostre fragilità e vulnerabilità di adulti, traccerà strade nuove perché ciascun giovane si senta guardato e raggiunto dallo Sguardo del Padre.

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